Il quadro sopra il divano

Non dipingo per musei (lusingherebbe molto la mia vanità, se tra i miei acquirenti ci fosse un museo, soprattutto perché potrebbe essere molto vantaggioso da un punto di vista commerciale), perché credo nell’importanza del quadro appeso sopra il divano.

Nel frattempo, circa duecento persone hanno dei quadri miei nelle loro abitazioni. Li vedono poco dopo essersi alzati, la mattina, e poco prima di andare a letto, la sera. Li osservano alla luce del giorno, con la luce elettrica e al lume di candela. Il dipinto si mostra in una luce sempre nuova. La sua atmosfera si trasforma. Spero che questi osservatori non si stanchino mai di tale vista, nemmeno dopo anni. Essa deve contenere un segreto che non potrà mai essere del tutto svelato. Così il mio quadro accompagna queste persone, giorno dopo giorno, per una vita intera. Questo non lo si può mettere da parte con discussioni astratte sulla pittura tradizionale come qualcosa di superato.