L'equilibrio instabile delle cose
Sonia Cosco
L'atmosfera ellenica, fiabesca e maliconica di un'intimistica ed affascinante indagine artistica.

Quando ci si avvicina alle tele di Matthias Brandes i grumi gialli, rossi, verdi, la tempera all'uovo grassa, senza acqua, mescolata con il colore ad olio, sembrano risucchiare lo spettatore che non sa se sentirsi turbato o infinitamente sereno davanti ai suoi alberi, torri, case, campanili, navi. Tutto galleggia in un'atmosfera ellenica e fiabesca, tuttavia le case sono in bilico su precipizi, il livello dell'acqua sale lungo le zampe di ignari cavalli e le fanciulle hanno labbra e occhi malinconici.

"L'acqua sale o scende nei miei capricci lagunari?" mi domanda sornione ed enigmatico, mentre sorseggia vino in occasione della sua personale a Savona, presso la galleria d'arte Conarte. I suoi quadri saranno in esposizione fino al 30 settembre e in occasione di un suo intervento sul tema "pittura e internet" abbiamo incontrato proprio lì il maestro.

Le sue opere fanno pensare alla pittura metafisica di De Chirico, alle ossessioni dei surrealisti, e ai chiaroscuri enigmatici di Balthus...

Ho appreso molto dalla pittura metafisica italiana e dal surrealismo di Magritte. Ma non mi piacciono le "stramberie", i soggetti onirici e lo stile lisciato dei seguaci di questi pittori. Mi piace molto la luce e la calma delle bottiglie di Morandi, la materia grezza di Sironi. Balthus ha una luce speciale, un po' inquietante e amo la plasticità geometrica di Piero della Francesca. Balthus mi ha convinto della modernità di essere anacronistico, di non seguire l'attualità.

Gli oggetti quando smettono di essere "cose" per diventare "segno"?

Dipingo pochissimi soggetti, case, navi, alberi, pere e figure femminili molto statuarie. Per me sono tutti soggetti vivi - quindi mai nature morte, ma piuttosto "vita silenziosa delle cose" (Stilleben).

Nelle sue tele si trovano spesso case enormi su colline tondeggianti o minuscole tra le mani di giovani donne e in proposito ha scritto "la casa che dipingo non è la casa, ma la Casa". Ci spieghi meglio questo concetto.

La casa è un topos centrale. Non è abitazione ma simbolo dell'essere. A me interessa la condizione umana, vivere i momenti armoniosi in una situazione di precarietà. Nulla è sicuro, fermo, perenne, ma ci sono momenti di equilibrio. I miei dipinti sono perciò ambigui. Il primo sguardo scopre armonia, il secondo la mette in dubbio. Un continuo oscillare tra presenza e non-presenza, tra calma e svolta imminente.

Il tema dell'incontro di questa sera è sul rapporto "Pittura e Internet"

Lo spazio e il tempo sono le condizioni imprescindibili della pittura. Oggi c'è un diverso modo di vivere entrambi e se pensiamo ad internet ci rendiamo conto di come esso sia un nuovo modo di rapportarci con il mondo e la realtà. Con esso possiamo arrivare a tutti e nel minore del tempo possibile. Noi pittori possiamo usare internet per creare curiosità, anche se fare pittura e internet rimangono due realtà diametralmente opposte.

Matthias Brandes 19 giugno - 30 settembre 2010 Conarte, Via Brignoni 26r, Savona