Luoghi sognati

di Vittoria Magno

Case sospese in una atmosfera senza gravità, addossate o rovesciate in bilico l’una sull’altra, come smosse da un innocuo terremoto. Case vuote simili e insieme diverse nella semplicità delle squadrate architetture, a comporre un gioco di geometrici incastri nell’alternarsi delle ombre e dei riverberi luminosi sulle nude facciate. Case ingenue e misteriose, i cui varchi senzaporte, prive dei consueti odori e rumori del vissuto, non invitano ad entrare per scoprirne i segreti. Case pensate e nate nel preordinato disordine del sogno, dove l’immaginazione e i desideri nascosti hanno il sopravvento sull’ordine naturale. Di queste mute case senza fondamenta si compongono i “luoghi sognati” proposti dall’artista tedesco Matthias Brandes nella sua prima personale italiana a Ca’ Lozzio Incontri di Piavon di Oderzo (e in contemporanea alla galleria Santo Stefano diVenezia) . Luoghi incantati interdetti all’uomo e solo eccezionalmente inseriti nella rarefatta essenzialità di nudi panorami, dietro la cui apparente immobilità si indovinano le arcane musiche di millenari silenzi. Nel concerto di sottili vibrazioni e di nitidi contrappunti scaturiti da una tavolozza che alterna la luminosità di graduali monocromie brunorosso-mattone-ocra rosato alla cupezza dei grigi e al loro improwiso aprirsi verso azzurrine chiarità. Nato a Bochum in Germania, dove ha compiuto gli studi e iniziato a dipingere, Matthias Brandes, che dal ‘93 risiede ed opera in provincia di Venezia, sta vivendo un momento particolare della sua pittura sperimentando nuovi rapporti con la realtà da interpretare, nell’amalgama dell’educazione tedesca e dell’entusiastica immersione nell’immenso patrimonio dei tesori d’arte italiani.

Il Gazzettino di Treviso 23.2.2000