Afasia

Esistono naturalmente anche innumerevoli opere d’arte che sono completamente afasiche. Esse ci informano tuttavia di qualcosa, ovvero del semplice fatto che esistono e con loro anche un artista che le ha create, il quale non vuole dirci altro se non che lui è uno che crea opere d’arte che null’altro hanno da dire se non che esse esistono e con esse un artista che… etc. Qui viene in mente la famosa canzonetta del cane che correva intorno per la cucina. Questo ciclo continuo scaturisce da una totale autoreferenzialità. Una tale opera d’arte può senza dubbio perfino piacere. Può possedere una qualità estetica, per il solo fatto che il suo colore si accompagna bene alla stoffa del divano!

Per linguaggio, si intende sempre un sistema di segni, per mezzo dei quali si rimanda a qualcosa che esista anche al di fuori di quel sistema di segni e indipendentemente da questi. Un linguaggio permette a due individui di informarsi a proposito di qualcosa. L’espressione più semplice in assoluto potrebbe essere “Io ci sono”. Perfino gli insetti sono in grado di una simile espressione: è sufficiente emettere un rumore o un suono. Nessuno si attende tuttavia grandi discorsi da una zanzara, anzi al contrario, avendo percepito quel suono con cui lei ci comunica la notizia molto interessante che lei si trova nelle nostre vicinanze e sta per pungerci, ci affrettiamo di solito ad interrompere la sua esistenza.

Un’opera d’arte che non abbia null’altro da dire, al di là del fatto che essa esiste e dunque con lei anche un artista, etc. etc. non merita un’attenzione maggiore.